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domenica 8 giugno 2014

Medaglie e onorificenze : grande divertimento e investimento sicuro.

Quando Heinrich Wascher la mattina presto entra nel mercato delle
pulci di Monaco di Baviera, non lo fa per semplice curiosità, né per gettare la classica occhiata distratta agli oggetti malamente disposti sulle bancarelle. L'archeologo tedesco è un appassionato di medaglie. Ciò che lo spinge "è innanzitutto il desiderio di comprendere il momento storico in cui la medaglia venne assegnata e tentare di capire quali azioni resero la persona degna di ricevere una simile onorificenza" e poi "l'incentivo finanziario dato dai collezionisti i quali, indipendentemente dalla congiuntura economica, sono sempre disposti a versare delle cifre ingenti pur di accaparrarsele".
La maggior parte delle onorificenze che è possibile trovare nelle esposizioni e nelle fiere, risale al 19º o 20º secolo. Le più rare e costose sono quelle concesse per brevi periodi e a pochi meritevoli.
Già nell'antico Egitto era prassi premiare funzionari e soldati con un bracciale o una catena interamente d'oro, consegnata direttamente dalle sacre mani del Faraone. Nell'antica Grecia invece le medaglie più ambite spettavano agli atleti delle Olimpiadi, alle comunità organizzatrici e agli abitanti del luogo la cui disponibilità aveva permesso la buona riuscita della manifestazione.
Non meno importanti delle onorificenze sportive erano quelle assegnate per meriti militari. In questo caso venivano fissate ai paramenti del cavallo, delle mezzelune d'oro o d'argento della dimensione di un palmo di mano che ricordavano i successi ottenuti dal soldato nelle battaglie.
Oggi l'esempio migliore e più duraturo di onorificenza proviene dalla Francia, in cui la maggiore decorazione consiste nella Legion d'Onore. Creata per ricompensare sia militari che civili, è costituita da un distintivo a cinque punte sul quale è posta una corona di alloro, sostenuta da un nastro rosso; al centro, a sottolinearne l'importanza, si ha il volto della Marianne, il simbolo della Repubblica francese.
Ad oggi è stata assegnata a presidenti, politici, scienziati, intellettuali ed atleti per i grandi risultati ottenuti nei rispettivi campi di competenza.
Si tratta di un'onorificenza molto richiesta: Wascher ammette con una punta di orgoglio, che stride con gli ideali di "honneur et patrie" incisi sul retro della medaglia stessa, che "anni fa ne acquistai una riproduzione per 50 euro e riuscì a rivenderla negli Stati Uniti per 1000 euro".
Creata da Napoleone Bonaparte nel 1802, sostituiva gli antichi ordini ed estendeva anche ai civili un onore che fino a quel momento veniva riservato solo i militari. A determinarne l'assegnazione era soprattutto il lustro che si era dato alla Francia. L'ordine si compone di diversi gradi. Il rango più basso e quello dei cavalieri, che indossano un normale distintivo costituito da una croce maltese laccata in argento e coperta di pasta di vetro, che si regge al taschino della giacca grazie a un nastro di colore rosso.
Il grado superiore al cavaliere è l'Ufficiale, che si fregia del titolo esponendo sul petto la stessa croce maltese dei cavalieri sostenuta anch'essa da un nastro rosso, il quale però presenta un particolare drappeggio in rilievo.
I commendatori, invece, hanno l'obbligo di esporre la stessa onorificenza intorno al collo.
Il Grande Ufficiale si riconosce da una medaglia d'argento che viene appuntata ed esibita con fierezza sul petto.
Segue la Gran Croce : la medaglia è simile a quella del Grande Ufficiale, ma è placata in oro e si contraddistingue per la vistosa fascia - in passato chiamata "Gran Cordon" - del medesimo rosso dei nastri che supportano le onorificenze inferiori, che viene indossata a tracolla nelle parate e nelle occasioni ufficiali.
Il grado più elevato è il Grain Maitre che, assegnato d'ufficio al presidente della Repubblica francese, da a quest'ultimo la possibilità di indossare il collier da 16 maglie, e altresì, di nominare i nuovi membri che faranno parte dell'ordine.
Come ogni branca del collezionismo, anche le medaglie generano una sorta di dipendenza. Per quanto possa essere allettante il controvalore finanziario, persone come Heinrich Wascher non si dedicano alla raccolta per il mero fattore economico, ma per il piacere della ricerca e per il sapore della scoperta : la soddisfazione di passeggiare tra le bancarelle, tra polvere e ferri vecchi, e scoprire qualche rarità non ha prezzo.
Come ogni collezionista che si rispetti, Heinrich Wascher non interromperà quindi mai la propria ricerca ; per quante medaglie possa trovare per quante ne possa possedere, ce ne sarà sempre una mancante, ci sarà sempre una teca vuota da riempire con una nuova storia da raccontare.

Le più richieste dai collezionisti

La croce di ferro del re prussiano Federico Guglielmo III, assegnata per la prima volta nel 1813, subisce forti variazioni di prezzo a seconda del grado della medaglia. Essendo state consegnate a milioni di soldati durante le due guerre mondiali, i gradi inferiori hanno valori economici risibili. Al contrario, la Stella di Gran Croce della Croce di Ferro, essendo stata consegnata solo due volte, può essere valutata anche fino a 10.000 euro. Molto ricercata e anche la medaglia di Federico I "Il Grande", la cui rarità spinge gli appassionati a versare anche 8000 euro pur di aggiungerla alla propria collezione.

In Italia

L'ordine coloniale della Stella d'Italia venne istituito nel 1914 da Vittorio Emanuele III di Savoia dopo la conquista della Libia, per celebrare i successi ottenuti dall'Italia nelle sue scorribande coloniali nell'Africa del nord. Creato per premiare i coloni che con il loro operato portavano lustro alla colonia e all'Italia, venne abbandonato quando crollò l'impero coloniale italiano. Il prezzo al dettaglio di queste medaglie può aggirarsi intorno ai 700 euro.



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