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martedì 22 luglio 2014

Gli antipatici : Edoardo Longo il neo-nazista, avvocato ad intermittenza.

Una in particolar modo, Edoardo Longo, sedicente avvocato con studio in Pordenone, V.le della Libertà 27 e residente a Codroipo in Via dei Frassini 1/13. Avvocato ad intermittenza poichè spesso e volentieri viene sospeso dal consiglio dell'ordine.
Mi rivolsi a lui nel 2004 su segnalazione di un pazzo, proprio perché a detta di tale pazzo, ormai ex-amico, era economico ed efficiente e, per uno come me, che i soldi non li trova sotto la foglia di cavolo, quella dell’economicità è un particolare molto importante.
Volle 300€ per iniziare la pratica e io puntualmente glieli versai, ma a fronte di questo versamento nulla vidi fare per lo svolgimento della pratica stessa. Anzi mi sentii dire che lui quella pratica non voleva proprio svolgerla, in quanto si trattava di una causa civile, e che quindi l’avrebbe passata al fratello, anch’esso avvocato, che mi sparò una parcella di oltre 1500€ come fondo spesa. Assurdo! Inoltre Edoardo Longo mi richiese altri soldi, poiché affermava di aver sostenuto della altre spese nello studio della pratica e aveva ormai eroso quei 300€ dati precedentemente.
Altro particolare degno di nota: durante uno dei nostri pochissimi incontri Edoardo Longo mi fece scivolare sotto il naso un opuscoletto bianco e nero al quanto scarno dal titolo “Ciao Europa” e mi disse testualmente: “Sa Gallimberti, io scrivo per questo giornalino e l’abbonamento cosa solo 20€”. E allora che cosa avrei dovuto fare, se non dargli altri 20€ ed abbonarmi a questo giornale, come lo chiama Longo? Cominciai a leggere questo opuscolo e mi si spalancò davanti un mondo che per me allora era quasi del tutto sconosciuto! Certo avevo già sentito parlare dei revisionisti e dei negazionisti storici, ma sempre in maniera molto superficiale e succinta; è la prova inconfutabile di dove possa arrivare la follia e la bestialità umana. Ed Edoardo Longo è un portavoce di questo mondo poiché egli afferma che l’Olocausto non è esistito, il diario di Anna Frank è un falso, così come pure le deportazioni, i campi di concentramento e lo sterminio di 6 milioni di ebrei, che egli, Edoardo Longo, considera come la cancrena dell’umanità, esseri inferiori e portatori di malattie.
Rimasi esterrefatto! Mi chiedo come siano possibili tali affermazioni! Come possano esistere tali personaggi! Negare l’esistenza dell’olocausto! Negare l’esistenza delle camera a gas! Premetto che Edoardo Longo si definisce intellettuale revisionista! Ma intellettuale di che? Ecco così aprirsi questo mondo abominevole di revisionisti e di negazionisti, personaggi che definire pazzi è troppo poco!
Voglio dire, inoltre, che il revisionismo e il negazionismo, cioè la negazione storica della Shoah sono considerati reato in tutti i paesi d’Europa; solamente in Italia non sono considerati reato perché rientrano nella liberà espressione di pensiero, ma ci rendiamo conto?! Ma in merito a queste cialtronerie ritorneremo dopo.
È chiaro che il mio punto di vista sull'Edoardo Longo avvocato cambiò radicalmente a fronte di tutto questo! Comunque, a fronte del preventivo pazzesco che il fratello del Longo, anch’egli avvocato, mi fece, telefonai al Longo chiedendo lumi su tale condotta. Per tutta risposta mi buttò giù il telefono apostrofandomi in malo modo. Al che decisi di recarmi presso lo studio di V.le della Libertà 27 a Pordenone per parlargli di persona. Non l’avessi mai fatto! Ci furono parolacce, attacchi fisici e bestemmie quando io reclamai la restituzione dei 300€ versati. Inoltre lui blaterava pensieri strampalati, dandomi del Sionista, dell’Ebreo legato al denaro. Dopo di che, calmati relativamente gli animi, disse voler andare a prendere un caffè, forse aveva bisogno di innervosirsi ancora di più! Al bar successe il resto, al che, rendendomi conto di aver a che fare con una persona fortemente disturbata, decisi di andarmene.

Avevo ormai dimenticato questo brutto episodio, considerando tra l’altro i 300€
definitivamente persi e la causa ormai non più istruibile quando un giorno del lontano 2007, a casa del mio amico Marco, in maniera del tutto casuale, digitammo il mio nome sul motore di ricerca vedendo tutto quello che c’è. Mi cadde il mondo addosso. Mai avrei pensato di aver suscitato così tanto odio e cattiveria in una mente malata, paranoica e perversa, ma d'altronde un revisionista non può essere una persona normale. Può essere solo un malato!
Inoltre l’odio e la violenza di Edoardo Longo non si manifestavano solamente col revisionismo ma anche nei confronti della Magistratura, dei giornalisti e di tutti coloro insomma che, per una maniera o per nell’altra, si erano scontrati con lui. È la tipica sindrome paranoica, basta consultare il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com !
Da quel giorno iniziò la mia battaglia giudiziaria contro Edoardo Longo; poiché inizialmente lo stesso mi aveva denunciato accusandomi di sequestro di persona e rapina, imputazioni aberranti completamente annullate dal giudice di Pordenone e convertite nel più lieve esercizio arbitrario delle proprie ragioni, poiché in un paese come l’Italia se qualcuno ti ruba qualcosa e tu vai per farti restituire il maltolto, magari alzando la voce, ti condannano per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Succede anche questo in Italia, paese che Edoardo Longo dice tanto di disprezzare chiamandola I-TA-L-Y-A sottomessa al giogo di Sion, ma che intanto gli consente di professare le sue farneticazioni e di renderle pubbliche sulla rete, mentre per quel che mi riguarda devo anche sentirmi condannato per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, anche se per Longo rimangono ancora estorsione e rapina! Quei magistrati che tanto dice di disprezzare gli hanno fatto dopo tutto un favore, forse anche perché essendo dopotutto avvocato (anche se spesso e volentieri viene sospeso dall’ordine, come è successo pure l’inizio di quest’anno 2010) conosce tutti i sotterfugi e le scappatoie per raggirare quella frittata scondita che è la giustizia italiana. Ma anche per me è arrivato il momento di condire questa frittata!
Avendo denunciato a mia volta il Longo Edoardo per diffamazione e calunnia, questo è già stato condannato dal giudice di Pordenone a pagare 500€ di multa e poi dobbiamo vederci in un ulteriore sentenza il 10 giugno 2010 in cui prevedo, a meno di una rivoluzione del diritto, un’altra sonora condanna per l’intellettuale revisionista. Il vero travaglio giudiziario è stato la causa civile che ho impiantato per ottenere la cancellazione dalla rete dei contenuti ingiuriosi nei miei confronti. Per questo l’attuale magistratura non è ancora attrezzata. Numerose sentenze, persino una perizia tecnica di un Ingegnere informatico non sono bastate per ottenere la cancellazione di quell’obbrobrio che c’è su Internet, perché subentra la così detta “libertà di espressione e di pensiero”. È proprio in virtù di questa libertà che sono costretto io stesso a ricorrere alla rete per fare sentire anche la mia versione, per far valere anche le mie ragioni. A tal proposito voglio ribadire, contrariamente a quello che farnetica Edoardo Longo, che in questa vicenda la politica non c’entra assolutamente. Io non sono mai stato iscritto al movimento “Fascismo e libertà”, non conosco le persone che il Longo cita nel blog, non faccio attività politica di alcun tipo, non sono candidato in nessuna lista politica; è tutta una gigantesca e tragica bugia che scaturisce dalla mente del Longo che cerca, forse, di trovare uno strano e quanto mai strampalato pretesto per giustificare il suo odio non solo verso di me, fondamentalmente, ma verso tutti quelli che la pensano diversamente da lui.
E d'altronde come si fa non pensare che Edoardo Longo sia un mistero freudiano! In merito poi agli esseri viventi della cui compagnia si vanta il Longo, tale Ennio Carta e Fulvio Rossato, c’è da mettersi le mani nei capelli. Il Carta è un picchiatore neo-nazista implicato nelle indagini del giudice Casson di Venezia su nazismo e antisemitismo; basta digitare il nome Ennio Carta sul motore di ricerca e si vedrà tutto quello che appare. Su Fulvio Rossato poi che dire !? Persona senza arte né parte, fanatico filonazista, disoccupato, perennemente squattrinato, io stesso lo aiutai in più di qualche occasione perché mi faceva pena ed è lui che mi presentò il Longo ed ora che fa? Firma anche una dichiarazione falsa, che sicuramente gli è stata dettata dal Longo stesso, dove asserisce che avrei premeditato in sua presenza la visita nello studio di Longo inquadrandola come “spedizione punitiva”. Ma quale spedizione? Dulcis in fundo vorrei aggiungere che Rossato è stato persino ricoverato in TSO, trattamento sanitario obbligatorio, nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Chioggia perché dieci anni fa cercò di accoltellare la madre! Voglio concludere parlando di Ennio Carta, anch’egli firmatario di una dichiarazione in cui asserisce di avermi visto appostato nei pressi dello studio di Longo, in V.le delle Libertà a Pordenone. Ma come faceva Ennio Carta a conoscermi, se la prima volta che mi intravide fù nel 2008 alla prima udienza civile?
Ecco, questo sarebbe il pool testimoniale di Edoardo Longo, il quale, come se non bastasse, ad ulteriore prova della sua “autorevolezza”, come dice lui, indica a teste anche il padre! Siamo veramente alla frutta! Ma si tratta di frutta amara purtroppo, anzi amarissima e mi rendo pienamente conto che chi legge solamente e non vive sulla sua pelle vicende di questo tipo possa stentare veramente a capire. Stenta a capire come possano maturare sentimenti, azioni, comportamenti del genere e soprattutto come la legge e la giustizia, alla quale noi tutti ci ispiriamo quotidianamente, possa consentire cose del genere. Perlomeno in Italia, paese che continuo ad amare e rispettare nonostante tutte le angherie che sto attraversando.
È doloroso, sapete, sentirsi accusato di sequestro di persona, di rapina, di blasfemia, di tutte le peggiori nefandezze umane, primo sapendosi innocente e secondo non avendo compiuto materialmente nulla! E a tale dolore subentra l’incapacità di potersi difendere adeguatamente, primo perché internet non è accessibile a tutti, secondo perché la legge non ti ascolta e non ti difende.
Per concludere questo passaggio, mi auguro che questo blog possa servire anche come punto di incontro per tutte quelle persone che sono disgustate dalla pratica del revisionismo e pensano che anche in Italia, come tutti i paesi civili d'altronde, tale pratica sia da rendere fuorilegge; è vero che la storia la scrivono i vincitori, ma sulla veridicità della Shoah e come minimo fuori luogo che ci siano state delle manipolazioni. Accetto anche critiche, annotazioni, accetto qualsiasi cosa, ma vorrei anche farvi sapere con queste righe che ho fatto tutto quello che la legge mi consentiva di fare; si tratta di un fatto vero, realmente accaduto ad un cittadino italiano. Un fatto che magari un giorno potrebbe capitare anche a voi! Io non ve lo augurerei nemmeno se foste i miei peggiori nemici, anche se il mio concetto di nemico è distante anni luce da quello di Edoardo Longo! Se volete disgustarvi, consultate il suo sito www.edoardolongo.blogspot.com


Prossimamente vorrei scrivere altrettanto sui simpatici, aiutatemi a farlo !






Un piccolo aggiornamento di stato su Fulvio Rossato, in arte DJ Mello, il cui nome, nell'estate del 2011, è stato anche associato alla strage di Utoya, in Norvegia, in quanto in contatto mail, (solamente?), con il criminale neo-nazista Anders Brejvik.
I pezzi riportati sono tratti dai quotidiani il “Gazzettino” nazionale e cronaca di Venezia, la “Nuova Venezia” e dal settimanale “L'Espresso” o comunque basta andare su Google e digitare – fulvio rossato utoya – oppure – fulvio rossato cavarzere -, finché il “diritto all'oblio” lo consentirà.
Anche questo mi sembra un link interessante, “Adria, Fulvio Rossato distrugge l'autovelox” :  http://www.comuni.it/servizi/forumbb/viewtopic.php?t=57963&sid=0fae5c2eec2ca1d108370a00930b261d

Fulvio Rossato in una suo foto d'autore.

Strage di Utoya annunciata a Cavarzere

12 agosto 2011 — pagina 01 sezione: Prima
CAVARZERE. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in particolare al membro del gruppo neofascista «Gioventù nazionale» Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste. «L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo L’Espresso.
MION A PAGINA 28

Mail a Cavarzere dell’autore della strage di Oslo

12 agosto 2011 — pagina 28 sezione: Provincia
CAVARZERE. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya, aveva spedito un’e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. E in particolare al membro del gruppo neofascista Gioventù nazionale» Fulvio Rossato, 34 anni. Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste. «L’e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari», ha rivelarlo L’Espresso in un servizio che appare sull’edizione online del settimanale e sul numero oggi in edicola. «Breivik scrive di averli selezionati su Facebook tra i suoi amici o tra gli amici di un mio amico», afferma il settimanale. L’espresso pubblica l’e-mail con tutti gli indirizzi cercando inoltre di identificare gli italiani che l’hanno ricevuta. L’Espresso sottolinea che «nessuno ricorda di averlo mai conosciuto» e che «il fatto di ricevere un’e-mail da uno sconosciuto non prova nulla. Tanto meno una complicità. La gravità della strage, però, ha spinto le polizie di vari Stati, coordinate da Europol, a indagare su possibili contatti all’estero». «In Italia - scrive il settimanale - Anders mostra di avere una spiccata predilezione per Forza Nuova... Il norvegese ha inviato il suo proclama a varie sedi ufficiali del movimento neofascista, da Roma a Milano, da Massa a Cavarzere, e a un plotone di militanti e dirigenti», alcuni dei quali hanno denunciato alla magistratura l’episodio. «Nutrita - si legge ancora - anche la pattuglia di sostenitori delle altre anime dell’estremismo nero, dalla Destra di Storace a Casa Pound, dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra».
Fulvio Rossato è salito all’onore delle cronache quando l’allora pm Felice Casson indagando sull’attentato al Tribunale di Venezia scopre l’organizzazione di estrema destra «Gioventà Nazionale». Le indagini della Digos iniziarono dopo l’esplosione della bomba sotto il Tribunale nell’estate del 2001 e in seguito al ritrovamento in casa di uno di loro, il mestrino Nardo, di un mitragliatore con silenziatore. Erano sospettati di aver organizzato senza riuscire a portarli a termine attentati al Ghetto ebraico e alla sede statunitense delle «Wake Forest University» in Canal Grande, di aver posseduto materiale informativo utile alla costruzione di ordigni esplosivi, di aver distribuito volantini razzisti. (c.m.)

«Ho ricevuto la mail ma non so il perchè»

13 agosto 2011 — pagina 26 sezione: Provincia
CAVARZERE. «Io non c’entro nulla, non ho fatto nulla e non so nulla di quanto successo in Norvegia», è categorico al telefono Fulvio Rossato, 38 anni, l’uomo che secondo un articolo apparso sul settimanale L’Espresso ha ricevuto un’e-mail spedita, poco prima di scatenare le sue stragi, da Anders Behring Breivik, il 32enne norvegese che il 22 luglio ha ucciso 76 persone tra Oslo e l’isola di Utoya.
Nell’e-mail un appello a diffondere il suo manifesto ideologico di 1.500 pagine anche a Cavarzere. «Io con questa storia non ho nulla a che fare. Inoltre non sono legato al gruppo Gioventù Nazionale e tanto meno a Forza Nuova, mi sono avvicinato a Fiamma Tricolore», ribadisce Fulvio Rossato. Non smentisce di avere ricevuto la mail ma sottolinea, riferendosi allo stragista norvegese: «io questo non lo conosco. La storia mi sta mettendo in cattiva luce e rischia di farmi perdere il posto di lavoro».
Personaggio noto alle cronache giudiziarie dopo l’attentato al tribunale di Venezia, quando venne indicato quale responsabile di una serie di scritte antisemite e razziste Rossato ha ricevuto la mail come un altro migliaio di persone tra Europa e Nord America. In Italia l’hanno ricevuta almeno 117 destinatari». Molti di queste persone hanno già sporto denuncia all’autorità giudiziaria appena ricevuta la mail. Ed è già stato accertato che il terrorista norvegese ha inviato la missiva anche a persone che con la destra non centrano nulla. Si trovano proprio agli antipodi. Tra cui in Italia ci sono pure un’erboristeria e una lesbica dichiarata e pacifista.
Da verificare come sia riuscito a mettere assieme la mailing list usata per inviare i messaggi farneticanti. Molto probabilmente ha «smanettato» sui social network. (c.m )

Inchiesta. Un filo nero tra Oslo e l'Italia
di Paolo Biondani e Gigi Riva I retroscena della strage norvegese: dirigenti di Forza Nuova, esponenti di Fiamma Tricolore, nostalgici e neonazisti. Ma anche nomi a caso. Ecco la lista dei 117 a cui Breivik si è rivolto(11 agosto 2011)Ci sono neonazisti, neofascisti, teste rasate, razzisti, predicatori di odio contro islamici, rom ed ebrei. Ci sono politici di estrema destra, giovani ultras delle curve e integralisti religiosi che sognano nuove crociate cristiane. C'è un intero blocco di militanti e dirigenti di Forza Nuova, dalle basi regionali alla sede centrale. Ma c'è anche l'ignaro carrozziere di Sassuolo, la negoziante di scarpe monzese, la scuola elementare di Bolzano o l'esoterico allevatore di "blatte da pasto" per serpenti. Poco prima di scatenare le sue stragi, Anders Behring Breivik, 32 anni, il terrorista di destra norvegese che nel pomeriggio del 22 luglio ha ucciso 76 innocenti tra Oslo e l'isola di Utoya, aveva spedito un'e-mail con un appello a diffondere il suo manifesto ideologico: un proclama di 1.500 pagine per combattere «l'islamizzazione dell'Europa».
Il messaggio è partito dal suo computer alle 14.08. Alle 15.25 la capitale norvegese veniva squarciata dalle prime esplosioni, seguite dal massacro di decine di giovani laburisti. Nell'allegato, Breivik teorizzava «l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse» e si aspettava di passare alla storia come «il più grande mostro dopo la seconda guerra mondiale».
L'e-mail, con un messaggio introduttivo di 82 righe in inglese, è stata inviata a un migliaio di indirizzi tra Europa e Nord America. In Italia l'hanno ricevuta almeno 117 destinatari. Breivik scrive di averli selezionati su Facebook tra i suoi «amici» o tra gli «amici di un mio amico». "L'Espresso" ha recuperato l'e-mail con tutti gli indirizzi, rimasta accessibile su un sito finlandese, e ne ha verificato l'autenticità, cercando di identificare gli italiani che l'hanno ricevuta. E di capire con che logica siano stati scelti. Nessuno ricorda di averlo mai conosciuto. Il fatto di ricevere un'e-mail da uno sconosciuto non prova nulla. Tanto meno una complicità. La gravità della strage, però, ha spinto le polizie di vari Stati, coordinate da Europol, a indagare su possibili contatti all'estero: firmandosi «comandante giustiziere dei cavalieri templari europei» e «uno dei numerosi leader del movimento di resistenza patriottica », infatti, il terrorista sostiene di aver elaborato le sue teorie «con l'assistenza di fratelli e sorelle in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia, Austria, Italia, Spagna, Finlandia, Belgio, Olanda, Danimarca, Stati Uniti».
In Italia Anders mostra di avere una spiccata predilezione per Forza Nuova, il partito di estrema destra fondato da Roberto Fiore, l'ex cassiere di Terza Posizione, condannato per banda armata, che non ha mai scontato la pena, vivendo da latitante a Londra, dove è diventato un ricco imprenditore, fino alla prescrizione. Il norvegese ha inviato il suo proclama a varie sedi ufficiali del movimento neofascista, da Roma a Milano, da Massa a Cavarzere, e a un plotone di militanti e dirigenti.
Il vertice nazionale di Forza Nuova non ha pubblicizzato né commentato l'evento, almeno ufficialmente. Dopo la strage, solo qualche esponente locale ha denunciato alle autorità, «a titolo individuale», di aver ricevuto l'e-mail. «Ho presentato un esposto alla procura, che ha aperto un'inchiesta», conferma Massimiliano Catanzaro, l'avvocato civilista che fino a un mese fa guidava Forza Nuova a Catania: «Non ho mai conosciuto Breivik, ovviamente condanno le sue stragi, e non so come né da chi ha avuto il mio nome».
Lo stragista di Oslo sembra aver ottenuto un indirizzario di Forza Nuova : pensa che gliel' abbia passato qualche italiano? «Non lo so. Posso immaginarlo, ma non voglio interferire con le indagini». L' e-mail dell'orrore è stata spedita a molti altri esponenti di Forza Nuova, come il coordinatore per il Sud Giuseppe Bonanno Conti, la dirigente veneta Diletta Carlesso, già candidata a Vicenza, un militante anti-rom di Pavia e un fascistello di Cavarzere, che apre il suo profilo Facebook con frasi come "Dux mea lux" e "Sieg Heil".
Nutrita anche la pattuglia di sostenitori delle altre anime dell'estremismo nero, dalla Destra di Storace a CasaPound, dalla Fiamma Tricolore a Patria Nostra. L'ha ricevuta, ed è andato a segnalarlo alla Digos e alla polizia postale, anche Alberto Ferretti, 50 anni, coordinatore regionale per l'Emilia Romagna del movimento Progetto nazionale e figlio di Carlo, uno dei fondatori del Msi. Ferretti è stato collaboratore del centro culturale Lepanto, (la battaglia che vide contrapposte nel 1571 la flotta ottomana e quella della Lega Santa cristiana). Dell' e-mail dice: «L'ho trovata dopo qualche giorno, era finita nello spam. Gli inquirenti hanno già fatto la mappatura del mio computer e la magistratura di Bologna ha aperto un'indagine conoscitiva». Non conosce Breivik e «naturalmente non ne condivido le idee. Quel documento non è circolato negli ambiti della destra politica e non c'è una ratio nella scelta degli interlocutori da parte del terrorista». Però sono quasi tutti di estrema destra.
C'è persino un parlamentare belga, Tanguy Veys, di Vlaams Belang, Interesse fiammingo, formazione razzista e xenofoba. Il quale ha preso carta e penna e ha scritto una lettera all'ambasciatore norvegese per dare solidarietà e negare ogni rapporto con Breivik. Per tornare in Italia, la posta elettronica è arrivata anche a Cuneo, all'indirizzo di Giacomo Fantini, ex segretario provinciale da poco uscito da Fiamma Tricolore. Non se ne era accorto e sostiene di aver scoperto la scottante e-mail solo grazie a "l'Espresso". “Adesso, aggiunge, cercherò di capire qual è l'amico di Facebook che è il tramite col norvegese “. Nel suo profilo sul social network, le cose che «gli piacciono», appartengono tutte all'immaginario della destra estrema, da Mishima a Céline, al libro "Militia" di Léon Degrelle.
Tra gli "amici" c'è Adriano Tilgher, oltre al sito ufficiale del partito radicale serbo, ultranazionalista, il cui leader Vojislav Seselj è sotto processo all'Aja per crimini contro l'umanità. L'area balcanica è molto rappresentata nella lista di Anders. Ci sono anche miliziani emigrati in Italia che postano video ustascia.
Molte e-mail sono intestate a nomi di fantasia, come legionario_83, enigmista85, maledetto_500, che però riportano a contatti Internet di persone riconoscibili. Gli indirizzi più sospetti, tra quelli italiani (col suffisso .it), sono una quindicina: sui motori di ricerca compaiono una sola volta, soltanto nell' e-mail di Breivik, come se fossero un recapito clandestino da usare per contatti riservati. Con nome e cognome c'è Guglielmo Rinaldini, che nel suo blog si presenta come dirigente della "polizia parallela" di Gaetano Saya, vanta legami con i servizi segreti e pubblica presunti messaggi di ringraziamento attribuiti a Berlusconi e Castelli. Anche Simone Balestro, un giovane sostenitore di CasaPound, pubblica sul blog le sue foto con i leader della destra : nell'ordine, «io e Storace» e poi Buontempo, Fiore e il ministro La Russa. Nel sottobosco in cui Anders sognava di reclutare patrioti italiani, dominano i profili di appassionati di armi, arti marziali, culturismo, ma anche di skinhead veneti, ultras romani o piemontesi, metallari patiti delle band di estrema destra. I riferimenti culturali spaziano dall'esoterismo al neopaganesimo, ma i chiodi fissi sono la difesa dell'Europa cristiana e lo stop all'islam. Qualche indirizzo richiama il nome di Mussolini o il nazionalsocialismo. Mentre le cifra 14 e 88, unite o separate, alludono al fondatore del Ku Klux Klan e allo slogan Heil Hitler. Nella lista di Breivik compaiono anche i recapiti di una decina tra negozi, aziende, studi professionali. Un'impresa edile, in effetti, è gestita da un militante di Forza Nuova.
Così come un indirizzo rimanda alla palestra romana di Lucifero Pipero Panaccione, pugile romano degli anni 1920-30, ed eroe del fascismo. Ma nel passaggio agli «amici degli amici», il terrorista nordico sembra aver preso qualche cantonata. Tanto da spedire il suo proclama a un'erborista pacifista, una lesbica esplicita, un'associazione letteraria e (pochi) altri indirizzi senza alcun contatto estremista. Il più sorpreso è un carrozziere di Sassuolo, M. M.: «Ora capisco cos'era quella roba. Io non so neanche l'inglese, l'avevo buttata via». Qualche idea sul tramite con Anders? «Sono un tiratore sportivo, ma sparo solo con amici carabinieri e poliziotti. E ho un cugino di Forza Nuova. Ma non sono mica un terrorista: ho votato centrodestra, però mio nonno era partigiano».
Ora le indagini e una domanda che buona parte dei destinatari della mail, al di là delle responsabilità penali, si deve pur porre : dove finisce quell'area grigia che delimita la propaganda razzista e dove comincia quel terreno di consenso che Anders Breivik si è sentito attorno?

2 commenti:

  1. L'Espresso è stato denunciato dallo scrivente per diffamazione aggravata. Chi scrive è impegnato attivamente nell'Antiterrorismo da anni e non ha alcun legame di alcun genere con tali nefandezze. Mi chiedo e chiedo a chi legge. Ma è solo un caso che L'Espresso (edito da uno che ha condanna in giudicato per truffa ai danni dello stato e che risulta coltivato da una intelligence nemica che si chiaava Kgb) trovi gli aguzzini di Igor Marini in Thailandia che è un paese vasto o conosca i segreti di un attentatore morto in Svezia? Non lo credo.

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  2. L'avv Longo si era offerto per difendere il noto agricoltore Giorgio Fidenato, nella causa che sta facendo contro il consiglio di stato. Io ho caldamente detto a Fidenato di lasciar perdere e di cercarsi un altro avvocato; troppo immischiato con la politica e troppi reati e pene da scontare. Mi ha ascoltato.

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