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martedì 4 agosto 2015

Acqua a colazione. Arriva l'idrosommelier.

"L'Italia è il paese europeo con il più alto consumo pro capite di acqua in bottiglia. Il primato mondiale spetta al Messico, mentre l'Austria si posiziona in fondo alla classifica."


È tutto italiano il record europeo del consumo di acqua in bottiglia. Le statistiche parlano chiaro : nel 2013 ogni cittadino ha bevuto in media 196,46 litri di acqua minerale, che corrispondono a più di mezzo litro al giorno. Con questi numeri l'Italia si posiziona al terzo posto nella classifica mondiale, dietro a Messico e Thailandia.
Nei due paesi, infatti, nello stesso, anno sono stati bevuti rispettivamente 254,76 e 225,23 litri di acqua minerale. Non solo. Secondo il Censis (il Centro Studi Investimenti Sociali), il 61,8% delle famiglie italiane acquista abitualmente acqua imbottigliata, spendendo in media 234 euro all'anno.
Le ragioni che spingono gli italiani a prediligere le bottigliette trasparenti sono da ricercare principalmente nello scetticismo dei cittadini, (rilevato nel 31,2% della popolazione), nei confronti dell'acqua che esce dai rubinetti delle case. Inoltre, la provenienza geografica sembra giocare un ruolo determinante. Vivere al sud o in aree interessate da allarmi relativi alla potabilità delle falde acquifere, aumenta infatti la probabilità di consumare acqua minerale : è emblematico il caso della Sicilia, dove il tasso di sfiducia per l'acqua del rubinetto quasi raddoppia (60,4%).
Infine pesano senza dubbio le abitudini alimentari : in Italia è più facile trovare a tavola una bottiglia d'acqua piuttosto che quella di una bibita analcolica.
Il consumo di acqua in bottiglia è talmente radicato nella cultura italiana che un certo numero di ristoranti d'elite, ha cominciato ad affiancare alla carta dei vini quella delle acque minerali. A Bologna, invece, è nata la prima associazione degustatori di acque minerali (ADAM), che offre un corso di formazione alla professione di "idrosommelier", ovvero l'esperto in grado di riconoscere le peculiarità delle varie acque minerali, così da abbinarle alle diverse pietanze.
Non va dimenticata, però, l'altra faccia della medaglia. Per soddisfare il fabbisogno pro capite di acqua minerale, in un anno le aziende italiane del settore emettono nell'ambiente circa 25 kg di anidride carbonica a persona. Questo valore, moltiplicato per il numero di bottiglie prodotte e sommato alle emissioni generate dai mezzi di trasporto, raggiunge un totale di 5,36 milioni di tonnellate di CO2.
Per di più, una bottigliette impiega in media sette secoli per decomporsi completamente e nell'80% dei casi non viene riciclata.


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